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Pista SM South Milano Karting - Ottobiano
Scritto da daniele Sunday, April 03 2005

Lunghezza tracciato: 1.177 metri, con 9 curve a destra e 7 a sinistra (configurazione solo asfalto)

Inizio questa recensione ricordandovi che non si tratta di una prova di un circuito effettuata da un tester ufficiale, con tanto di moto e squadra al seguito; infatti sono un semplice motociclista della domenica, che assaggia la pista qualche volta  all’anno con discreti risultati in termini di cronometro!! Ma spero che questo articolo possa esservi d’aiuto come approccio ad una vera pista di supermotard, più volte “calcata” dai nostri beniamini anche durante la tappa del Gran Premio d’Europa della stagione 2004 del campionato del mondo.



Sveglia ore 7.30 del mattino, si parte da Legnano e c’è ancora da caricare la moto, quindi un po’ di apprensione ci può stare…colazione leggera, ben vestiti per evitare colpi di freddo, si aggancia il carrello, si fissa la moto… casco, guanti, tuta di pelle paraschiena, stivali, cassetta degli attrezzi, beveraggio e cibarie varie…c’è tutto, si parte, con la paura che arrivati in pista si sia dimenticata a casa la chiave per accendere il bolide!

 Non ho una “resin”, dispongo solo di un KTM 640 SM, alla quale ho provveduto a rimuovere ogni elemento superfluo e facilmente danneggiabile in caso di caduta…prevenire è meglio che curare…

 

Si arriva in pista, qualche pazzo è gia dietro a smontare i loro mostri (solitamente i tedeschi sono i più mattinieri), un salto al bar per acquistare il pass di entrata, e le sottopedane in plastica (obbligatorie ormai in tutte le piste)…manca solo la vestizione e tutto è pronto per entrare nel circuito!

 Ricordo che alla pista di Ottobiano, come in ogni altra pista di Motard, è obbligatorio l’uso delle sottopedane (acquistabili al bar) e la vaschetta di recupero liquidi (grazie Grimo per la tua recensione!).

 Durante la settimana c’è un giorno, il giovedì, in cui girano esclusivamente le nostre supermotard, mentre al mercoledì la pista è riservata solo ai Go-kart; negli altri giorni si effettuano i turni con Go-kart e scooter. Vi sconsiglio, se foste proprio alle prime armi come esperienza in pista, vivamente di girare al sabato o alla domenica: la pista è piena di gente, e fare da birillo in mezzo alla pista per gente più brava di noi, non è sicuramente il massimo del divertimento e della sicurezza.

 Tuta indossata, stivali ben stretti, moto calda…non resta che entrare. Il simpatico addetto all’entrata della pista mi saluta, e mi immetto direttamente sul rettilineo principale. Primi giri per assaggiare le curve, scaldare un po’ le gomme, osservare un po’ il livello medio dei ragazzi che girano in pista con me…è ora di darci dentro.

 

Ottobiano è una pista particolare; è velocissima, si superano senza problemi i 100 chilometri orari in fondo ad ogni rettilineo, alternati da tornantini stretti da far toccare le pedane a terra e un paio di curvoni da raccordare e da guidare pelando il gas…

A detta di molti è una pista monotona, e se confrontata al Motodromo di castelletto di Branduzzo posso essere anche d’accordo, in quanto quest’ultima presenta una serie di saliscendi, cavatappi alla “Laguna Seca”. Ma vi posso assicurare che quando si è dentro, questa monotonia acclamata non è più palpabile!

 In generale si tratta di un impianto a dir poco innovativo, con un box alle spalle della tribuna coperta molto ampio, una tribuna coperta che può ospitare un migliaio di spettatori, un negozio di ricambi e un bar-pizzeria per sfamare sia i campioni che i pistaioli del “GIOVEDI” come me!

 

Basta chiacchiere…vediamo un po’ come è fatto il circuito, passando in rassegna ogni curva.

Curva 1: immissione sul rettilineo principale, rettilineo della partenza proprio davanti alle tribune

 

Curva 2: fine del rettilineo di partenza, dalla foto Lazzarini ci può spiegare quanto sia importante rimanere molto vicino al cordolo e soprattutto molto puliti; è importante per poter aprire il prima possibile l’acceleratore a metà della curva, dato che ci aspetta un lungo rettilineo in fondo al quale un tornantino può darci la possibilità di superare un avversario o dare la possibilità agli altri!

 Curva 3: tornantino di ritorno. La mia foto non rende tanto, ma la frenata risulta particolarmente ostica per una leggera discesa proprio durante la frenata: questo comporta un carico dei pesi abbastanza stravolto, il che vi assicuro non è bello…in ogni caso, frenata da orgasmo

Il tornantino da affrontare chiaramente in seconda ci immette sul rettilineo parallelo al precedente, e molta attenzione nel riaprire il gas in quanto la pista in questo punto è molto sporca, causa terriccio riportato nei giorni di gara quando il circuito si presenta con un tratto di sterrato

 

Curva 4 e 5: sono due curve in successione che ho scelto di descrivere insieme in quanto penso che rendono molto di più se raccordate fra di loro. In fondo al rettilineo dopo il tornantino 3, con la mia moto a rapporti un po’ enduristici, arrivo in terza e senza scalare marcia mi immetto nella curva 4

e cercando una “corda” ottimale che colleghi la curva 4 alla 5 lasciamo scorrere la moto per immetterci in quest’ultima curva, il tutto sempre mantenendo la stessa marcia.

Curva 6: riassumiamo con curva 6 un veloce sinistra – destra – destra da percorrere in seconda, con eventuale derapata per una maggiore incisività; possiamo vedere dalle foto sotto: nella prima la prima curva verso sinistra, e nella seconda foto le due curve verso destra percorse dalle moto rossa e nera.

Curva 7 e 8: riportiamo anche queste due curve insieme, in quanto si tratta di due curve verso sinistra molto vicine da raccordare entrambe lasciando scorrere la moto in seconda marcia. Qui di seguito riportiamo la prima curva verso sinistra percorsa dalla moto rossa

…la curva raccordata con quella successiva dal vostro simpatico tester (!!)

Curva 9: la curva secondo me più complicata della pista, e l’unica che mi ha provocato una rovinosa caduta. Particolare anche questa per il leggero cambio di pendenza della pista e soprattutto per l’effetto pendolo della moto che subisce durante la frenata, in quanto si tratta di una frenata verso sinistra, durante la quale non bisogna permettere alla moto di allontanarsi dal cordolo, per non rovinare la curva successiva che si trova subito a ridosso e verso destra

Curva 10 e 11: si tratta della curva simmetrica delle curve 8 e 9, però verso destra, anche queste da raccordare per cercare una buona velocità in uscita, soprattutto in previsione del medio – lungo rettilineo che ci aspetta in seguito a queste due curve lente

Qui sopra vediamo anche il rettilineo in cui ci si immette, e un piccolo rischio di Lazzarini, in sella alla sua KTM, proprio in uscita dalle due curve.

Curva 12: curva che comprende una decisa curva verso destra, per poi incontrare una leggerissima chicane ed una ulteriore curva verso destra che immette sul lungo rettilineo, in cui compare l’uscita per i box

Qui di seguito l’uscita dalla curva 12 che immette sul rettilineo più lungo del circuito

…e qui il rettilineo finale con Balducci festeggiante!!

Un’accortezza: ricordatevi che in pista non siete soli, ma con voi girano altre persone. Non menziono alcuna norma sul corretto comportamento da seguire in pista, perché potrebbe essere oggetto di un’altra recensione, ma soprattutto perché con un poco di buon senso penso che tutti ci possano arrivare

 

Ragazzi, è un circuito fantastico! Appena si entra in pista si rivivono in un solo momento tutte le emozioni che avevo provato come sbandieratore al gran premio di supermoto dell’anno scorso, e non importa che moto si abbia…dare gas!

Nell’errore, dai gasssss…e se hai qualche dubbio, dagli anche un marcia in più!

Ciao a tutti

Daniele, “hunter”!

kingdany@interfree.it

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